Se rivolgessimo il nostro sguardo al passato, vedremmo che la macchina del futuro si sta muovendo verso lo stesso paradigma che ha segnato le precedenti rivoluzioni industriali, ovvero verso soluzioni per produrre di più e con costi inferiori.
Ma in questa quarta rivoluzione, quella dell’Industria 4.0, troviamo una macchina interconnessa attraverso l’Internet degli oggetti con le piattaforme Cloud, in modo che i dati siano elaborati, analizzati e memorizzati e dove gli abilitatori come l’Intelligenza Artificiale, il Big Data e la Machine Learning li analizzeranno offrendo risposte alle diverse fasi della produzione e aiutando le persone a prendere decisioni migliori.
In questo senso, è fondamentale che le macchine si comprendano e comunichino con i diversi sistemi di produzione. Esistono diversi protocolli, ma nell’industria della lamiera non è stato ancora raggiunto un accordo per stabilire uno standard, e a volte dobbiamo lavorare unità per unità affinché possano comprendersi tra loro. In ogni caso, l’evoluzione del mondo dell’ingegneria sta permettendo la costruzione di servizi di comunicazione tra sistemi diversi che rendono chiara la tecnologia che vi è dietro.
Tuttavia, ciò che è importante non è tanto il protocollo di comunicazione, inteso come la base su cui la macchina pubblica le informazioni, ma la pubblicazione dei servizi di ciò che la macchina offre. L’obiettivo è che il sistema fornisca dati che rispondano a domande specifiche per risolvere ciò che il sistema richiede. L’approccio sarà diverso se si parla di un software di programmazione (CAM) con la macchina, se si parla di un sistema di gestione della produzione (MES) o se si parla di un sistema di gestione della manutenzione.
In questo modo, il MES deve essere verticalizzato per sapere quali servizi offre la macchina e come trarne vantaggio. In modo tale da poter organizzare la produzione dell’impianto con una visione d’insieme. Per quanto riguarda il CAM, la sfida è sapere come saranno le sue nuove architetture. Negli ultimi 40 anni la sua base non si è evoluta: dalla parametrizzazione della macchina, importatori CAD, progettazione delle istruzioni per le lavorazioni meccaniche, fino alla creazione di un file di controllo numerico da eseguire in un controllo industriale. Questa struttura e tutto ciò che essa comporta è attualmente risolto, quindi dovremo vedere se, in un modo chiaro e automatico per i sistemi, saremo in grado di risolverlo in modo più efficiente dal punto di vista della macchina. Ciò consentirebbe di costruire soluzioni più specializzate. In sintesi, il software di programmazione dovrebbe concentrarsi sulla ricerca di ciò di cui il cliente ha bisogno in termini di costi, scadenze, qualità e altri aspetti legati alla produzione, vale a dire, concentrarsi sulla funzione del MES. Alla fine, l’orientamento è costruire sistemi che offrano un’interoperabilità generale in modo completo e che non richiedano un’integrazione specifica.
D’altra parte, la macchina del futuro deve avere totale autonomia, non dovrà mai essere ferma e deve funzionare in modo efficiente. In questo modo, la posizione dei dati e dei sistemi che consentono di rispondere al processo decisionale o al calcolo delle istruzioni per la macchina devono essere lì dove potremo garantire la prima premessa. Pertanto, per utilizzare le capacità tecnologiche per risolvere i problemi attraverso l’Industria 4.0, dovremo, come abbiamo detto all’inizio, spostare parte delle procedure al Cloud per approfittare delle funzionalità dello stesso. In ogni caso, esistono già iniziative in cui viene messa in discussione quale parte dei dati deve rimanere nella macchina, quali parti dei dati devono essere presenti nelle reti locali o private e quale parte dei dati nel Cloud. Questa architettura ibrida è quella che ci garantisce una maggiore produttività e, allo stesso tempo, la capacità di risolvere i problemi nel modo più efficace.
In breve, la macchina del futuro sarà intelligente grazie agli abilitatori dell’Industria 4.0 che convergono nel Cloud, aumentando l’efficienza e la produttività e riducendo i costi di quella che sarà la Smart Factory.
In seguito all’impatto della pandemia, concetti come resilienza, agilità aziendale, gestione delle crisi, costi e flusso di cassa e innovazione sono diventati più importanti per il business, cambiando la realtà per produttori, aziende e consumatori.
La decisione di un’azienda di promuovere la digitalizzazione dei suoi processi di solito si traduce in una ricerca di maggiore visibilità, tracciabilità e ottimizzazione, che di solito comporta miglioramenti nell’efficienza e nel processo decisionale.